ormai senza difese,
ormai nuda e macellata davanti a te
che mi fissi con terrificante silenzio,
che mi annusi come
un maestro di cena fa con la sua creazione.
Scorri con i tuoi occhi le curve del mio corpo
con la fame di una belva priva di preda,
le tue mani scorrono palpando avidamente
ogni parte del mio caldo destino,
la tua carne desidera quello che ora resta della mia,
io immobile e tua come una vittima sacrificale
che non ha azioni se non il tacere.
